{"id":1064,"date":"2021-01-03T07:40:33","date_gmt":"2021-01-03T06:40:33","guid":{"rendered":"http:\/\/sport-event.it\/?p=1064"},"modified":"2021-01-03T07:40:33","modified_gmt":"2021-01-03T06:40:33","slug":"leditoriale-sulla-c-a-cura-di-luca-esposito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sport-event.it\/index.php\/2021\/01\/03\/leditoriale-sulla-c-a-cura-di-luca-esposito\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019EDITORIALE SULLA C \u201c A CURA DI LUCA ESPOSITO"},"content":{"rendered":"<p>Anche per la C si chiude un 2020 estremamente complesso. Sar\u00e0 pur vero che sono stati commessi errori a ripetizione, ma nessuno poteva mai immaginare che un nemico invisibile chiamato Covid potesse stravolgere le abitudini di tutto il mondo, compreso quello dello sport. L\u2019impreparazione iniziale, al netto di tante comprensibili polemiche, merita comunque di essere giustificata. Mettere d\u2019accordo tante teste e provare a far prevalere l\u2019interesse collettivo su quello singolo era impresa impossibile, cos\u00ec come era impossibile trovare soluzioni che potessero mettere tutti d\u2019accordo. Per fortuna, per\u00f2, lo scorso campionato si \u00e8 chiuso con il \u201cmale minore\u201d: nessun algoritmo (con il Carpi quarta promossa a tavolino: nulla contro i biancorossi, ma sarebbe stato ingiusto), ma almeno la disputa di playoff e playout per dare valore al concetto di merito sportivo. E\u2019 stato l\u2019anno del ritorno in B del Monza a distanza di quasi vent\u2019anni grazie al duo Berlusconi-Galliani, ma anche di altre due nobili decadute come Vicenza e Reggina che, a suon di investimenti e programmazione, hanno riportato in alto piazze prestigiose e di cui il calcio italiano ha assolutamente bisogno. C\u2019\u00e8 poi l\u2019impresa della Reggiana di Alvini, perfetta nel suo cammino post season e meritatamente vittoriosa nella sfida finale contro il Bari. Giocare senza pubblico e vincere quasi in scioltezza testimonia che, a volte, puntare sui giovani giusti, spendere il necessario e non dilapidare capitali sui cosiddetti \u201cgrandi nomi\u201d \u00e8 una politica corretta, soprattutto in una categoria in cui il calciatore dal curriculum importante spesso fa fatica a calarsi. E, a proposito di Reggiana, la storia di Span\u00f2 ha commosso e insegnato tanto: promozione da capitano e migliore in campo e laurea, tutto in 24 ore prima di appendere le scarpette al chiodo pur avendo un\u2019altra decina d\u2019anni di carriera davanti. Un messaggio di speranza per tanti giovani che studiano e si impegnano, ma anche un motivo di riflessione per un calcio che non riesce pi\u00f9 a fornire le garanzie economiche di una volta. Fatta questa digressione sulla prima parte dell\u2019anno, ci proiettiamo ora la presente e al futuro. E l\u2019argomento principale \u00e8 il calciomercato. Prevedere grandi colpi in questo periodo di crisi economica \u00e8 utopia, fatta eccezione forse per il Bari che ha deciso di intervenire con 3-4 tasselli di valore. Chi primeggia ha gi\u00e0 fatto bene a luglio e non ha bisogno di acquistare ancora ,altri apporteranno qualche correttivo senza svenarsi, altri ancora avrebbero bisogno di un\u2019autentica rivoluzione ma dovranno fare i conti con le entrate prossime allo zero e le tante incognite che accompagneranno il mondo dello sport almeno per un altro anno e mezzo. Naturalmente la speranza \u00e8 che il Governo mantenga le promesse, ma il Ministro Vincenzo Spadafora, assieme ai tanti politici che reggono le fila del Paese, rimarcano spesso che il calcio non \u00e8 una priorit\u00e0 quasi sottovalutando una vera e propria azienda che occupa un posto fondamentale nel PIL italiano e che consente a tanti giovani (dalla A al calcio amatoriale fatto tra amici sui campetti di provincia) di crescere in modo sano e salvaguardare il benessere psicofisico. La salute viene prima di tutto e siamo d\u2019accordo, ma lo sport pu\u00f2 e deve rivestire un ruolo di primordine. Quasi come la scuola. E se gli stadi saranno ancora chiusi, come pare, \u00e8 doveroso aiutare questi imprenditori che, avessero saputo in anticipo cosa stava per accadere, non avrebbero messo sul tavolo milioni e milioni di euro. Quanto ai gironi, nel raggruppamento A la grande delusione \u00e8 il Novara. Tanti cambi in panchina, il flop di alcuni giocatori teoricamente di categoria superiore e gi\u00e0 sul mercato, l\u2019obbligo di ridimensionare gli obiettivi e puntare alla salvezza. Un peccato per una piazza che, pochi anni fa, disputava il derby piemontese con la Juventus. L\u2019Alessandria di Gregucci, tra alti e bassi, si consolida tra le prime della classe, la copertina dell\u2019anno va indubbiamente ad un Renate che, con risorse non eccessive, ha dimostrato quanto si possa fare bene calcio in un ambiente che non pressa e d\u00e0 tempo di crescere e anche di sbagliare. Nel girone B vale il principio degli \u201camori che non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano\u201d. Pillon a Trieste sta facendo abbastanza bene, ma il ds Milanese  \u00e8 molto legato a Gautieri e sta cercando di confezionargli un nuovo ruolo pur di proseguire la collaborazione. Il Padova di Mandorlini non ha rispettato in pieno le attese. La classifica \u00e8 buona, il primo posto \u00e8 nel mirino, ma ogni volta che sembra pronta la fuga arriva un passo falso inaspettato contro squadre alla portata. E cos\u00ec anche il Perugia, dopo una falsa partenza, sogna il salto diretto senza passare per i playoff. Come spesso accade, per\u00f2, gli spunti pi\u00f9 interessanti arrivano dal gruppo C e il protagonista \u00e8 Salvatore Campilongo. La Paganese aveva raggiunto l\u2019accordo su tutto, comunicando a mister Erra il ribaltone tecnico. Dopo la stretta di mano sembrava tutto fatto, ma improvvisamente \u00e8 stata la Cavese ad ufficializzare il ritorno dell\u2019allenatore. Incredulit\u00e0 e rabbia per la dirigenza azzurrostellata, effettivamente una caduta di stile per un professionista stimato, che ha ottenuto risultati importanti, destinato a far bene ancora una volta a Cava, ma che ha \u201ctradito\u201d la fiducia della Paganese. Fosse arrivata anche una chiamata dal Real Madrid bisognava rispettare i patti, un episodio destinato a far discutere. Cos\u00ec come fa discutere ancora il caso Casertana-Viterbese .Siamo sempre stati dalla parte di Ghirelli  e riteniamo fortemente che far proseguire i campionati sia stata la scelta giusta, ma in questo caso andava fatta una gestione totalmente diversa. Rinviare il match avrebbe evitato tutto quel polverone mediatico sollevatosi a livello nazionale, ricordiamo che erano in palio punti pesanti e questa partita, giocata 9 contro 11, rischia indirettamente di falsare la lotta salvezza. Posticipando a data da destinarsi il derby con la Juve Stabia in programma pochi giorni dopo \u00e8 stato implicitamente ammesso l\u2019errore, si spera che tutto questo possa fungere da esempio per il girone di ritorno. Ghirelli, per\u00f2, ha svolto un lavoro nel complesso positivo e il rinnovo della candidatura come presidente \u00e8 il minimo sindacale per chi ha tenuto le redini a testa alta barcamenandosi tra migliaia di quotidiane avversit\u00e0. La Lega Pro resta un categoria importante, per tanti motivi. E serve un uomo d\u2019esperienza al comando. Chiudiamo con i pi\u00f9 affettuosi auguri per i nostri lettori, sempre numerosi e affezionati anche in piena pandemia. Essere riusciti, con un articolo o una notizia di mercato, a distrarre la gente anche solo per un minuto dal dramma del Covid d\u00e0 ancora pi\u00f9 forza al nostro lavoro e ci rende orgogliosi. L\u2019auspicio \u00e8 di riabbracciarvi presto sugli spalti. Ma sarebbe gi\u00e0 tanto che questo maledetto virus scompaia per sempre garantendo, per tutti, salute, serenit\u00e0 e quella normalit\u00e0 spesso sottovalutata, ma che ci manca tremendamente. Un pensiero doveroso alle tante vittime, alle loro famiglie, a chi combatte ancora e ha trascorso le feste in ospedale. Buon 2021 a tutti!<br \/>\nLUCA ESPOSITO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche per la C si chiude un 2020 estremamente complesso. Sar\u00e0 pur vero che sono stati commessi errori a ripetizione, ma nessuno poteva mai immaginare che un nemico invisibile chiamato Covid potesse stravolgere le abitudini di tutto il mondo, compreso quello dello sport. 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