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SAVOIA A FARI SPENTI. E LA VETTA SI ALLONTANA…

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Nel calcio di qualche anno fa, paragonandola ad una malattia, era definita​ “pareggite”. Era quella sequenza, per certi versi morbosa, di pareggi che teneva bloccata una squadra, impedendole di rompere l’incantesimo e tornare all’agognata vittoria.
In piena pandemia da Covid 19 il Savoia è vittima di questa sindrome da ben sei settimane, tempi di incubazione fuori​ norma capaci di provocare danni diretti e collaterali a una delle favorite della vigilia per il salto tra i professionisti. Sei partite contrassegnate dal segno “X”, che non si schioda dalla casella dei pareggi e che ha fatto precipitare i bianchi al settimo posto, con ben 10 lunghezze di ritardo dalla capolista Latina (che dovrà ancora recuperare due partite).
E il danno collaterale che più balza agli occhi è​ il preoccupante digiuno di vittorie che va a braccetto con la altrettanto problematica caccia al gol. Al punto da assumere i connotati di una vera e propria maledizione. Sei pareggi in bianco rappresentano il misero score di un Savoia in caduta libera, che ha perso il senso della misura e dell’orientamento in area avversaria e che sembra sempre più una barca in balia della disaffezione e della civile contestazione di popolo.
Dove sono finite le bocche di fuoco in maglia bianca?​ Perché i vari Kieremateng, Esposito, Scalzone, Caso Naturale e Depetris sprecano con puntualità disarmante anche le occasioni da rete più facili?
Il passaggio di consegne da Aronica a Chianese va analizzato più nella forma che nella sostanza, visto che in termini di risultati nulla è cambiato e che siamo sempre ai verbi difettivi. Sembra infatti risalire alla preistoria l’ultimo successo di Poziello e soci, a Formia, ill 24 gennaio scorso.
Se la batteria di attaccanti a disposizione del tecnico, in parte rinnovata, in parte riciclata, continua a sparare a salve e trova enormi imbarazzi a metterla dentro, allora appare finanche fuori luogo l’ultimo azzardo di Mauro Chianese quando, tra l’altro, afferma: “Io credo ancora al primo posto, altrimenti non starei qui. Ci vuole una scintilla…”
Beato lui che ci crede ancora. Però​ lo vada a spiegare ai tifosi, a quelli che domenica sera si sono fatti sentire fuori al Giraud, lanciando accuse ai (mancati) protagonisti e rinnovando inviti a sudare la maglia o a trasferirsi altrove.
A nostro sommesso avviso, l’ultimo treno utile per non perdere di vista la vetta​ della classifica è passato domenica scorsa. E il Savoia ha mancato ancora una volta l’appuntamento. Contro
Monterosi, Nocerina e Vis Artena in sette giorni occorreva un filotto di vittorie per alimentare le speranze. Invece…
Vincenzo Pinto

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